Letture di Amelie

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giovedì, 27 maggio 2004

 

GIANFRANCO CALLIGARICH - POSTA PRIORITARIA

(Garzanti, pp 203)

 

Storie quotidiane e straordinarie. Beghe familiari, rivalità tra fratelli o vicini di casa, successi professionali, sconfitte, intrallazzi politici, amori e gelosie condensati in brevissimi racconti epistolari spesso e volentieri con finale a sorpresa.

Divertente, pungente, intelligente. Difficile scegliere le proprie storie preferite; meritano tutte. Può essere tranquillamente consigliato anche a chi a poca dimestichezza coi libri o è sempre alle prese con problemi di tempo. Leggere un racconto a sera o sul bus può regalare sprazzi di humour e riflessione per un mese abbondante.

 

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recensito da ameliepoulin | 16:00 | commenti (3).

lunedì, 24 maggio 2004

 

GABRIELE ROMAGNOLI - L'ARTISTA

(Feltrinelli, pp 239)

Remo Gualandi ha trasmesso al figlio la storia della sua scampata fucilazione, a sedici anni, poco prima del ritiro delle truppe tedesche, e del ruolo che in quelle vicende ha avuto un uomo misterioso noto come "l'Artista". Ora siamo nella prima metà degli anni Sessanta: Remo è impiegato all'Enel, tutti fanno il tifo per il Bologna di Johnny Capra, la radio è ancora più forte della televisione. È una famiglia italiana con le sue vicende di affetti inespressi, le sue pieghe oscure e un temperato comunismo. Ma nel breve volgere di pochi mesi, una rapida sequenza di eventi, compreso il ritorno dell'Artista, scompiglia il fragile equilibrio di tutti. Bisognerà aspettare ancora tredici anni, perché, nel '77, in seguito a un'altra fugace apparizione dell'Artista, tutti i nodi vengano al pettine.

Faccio sempre fatica a parlare di romanzi come questo, che mescolano storia e fantasia, realismo e simboli. Spesso fatico anche ad apprezzarli, a dire la verità. Mi impacciano i continui salti di confine e i margini poco definiti. Eppure posso affermare con sicurezza che questo è un testo molto bello, affascinante. Il registro è sempre adeguato alle situazioni, la comicità godibile, i personaggi emblematici e molto ben caratterizzati. L'Artista, vero e proprio deus ex machina è uno di quelli che può togliere il sonno, magnetico com'è. E incantevole, da locus amenus, è la vicenda amorosa giovanile di Remo, parallela alla crudezza della guerra. La parte centrale, quella ambientata negli anni '60, è la meno riuscita, forse troppo surreale e caotica, ma mi viene il dubbio di non averne colto gran parte dei significati reconditi.

L'ho finito da cinque giorni, eppure la sua atmosfera non mi ancora abbandonata. Mi sembra un buon criterio per giudicare positivamente

un'opera.

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recensito da ameliepoulin | 01:23 | commenti (5).

venerdì, 21 maggio 2004

 

J.M. COETZEE - ELIZABETH COSTELLO

(Einaudi, pp 168)

 

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recensito da ameliepoulin | 13:59 | commenti .

mercoledì, 19 maggio 2004

 

Bob Smith - Il ragazzo che amava Shakespeare

(Guanda, pp 315)

 

Bob è nato a Stratford, una cittadina statunitense con lo stesso nome del luogo di nascita di Shakespeare. Saranno proprio le opere del Bardo, verso i dodici anni, ad aprirgli una via di fuga da un'infanzia infelice e solitaria, segnata dall' accudire una sorella gravemente handicappata e da un difficile rapporto con la madre. Attraverso la produzione Shakespeariana Bob riuscirà a identificare e orientare le proprie emozioni, recuperando fiducia in se stesso, e poi a trovare lavoro, prima come servo di scena in varie compagnie teatrali e poi tenendo corsi che illustrano Shakespeare agli anziani.

Il nocciolo di questa storia vera dovrebbe essere affascinante, e forse lo è davvero: come la letteratura può aiutare e salvare una persona. Peccato però che in queste pagine sia talmente sommerso da ricordi vari, episodi spesso simili tra loro, reminiscenze verbose e fatti di contorno, da perdersi. Forse l'autore aveva bisogno, per esorcizzare definitivamente il proprio passato, di buttare tutto su carta, ma non si capisce perché l'editore non abbia attuato tagli maggiori. Davvero, se questo testo è riuscito a far perdere l'interesse a me, che mi occupo di handicap e considero la letteratura una divinità capace di sollevarci da ogni affanno, chissà che effetti avrebbe su un qualcuno che non parta nemmeno da questi presupposti.

Iniziano a darmi sospetti tutti i pareri positivi letti in merito sui giornali. Decisamente sopravvalutato.

 

*****1\2****

recensito da ameliepoulin | 12:45 | commenti (1).

domenica, 16 maggio 2004

 

Anita Desai - Digiunare, divorare

(Einaudi, pp 224)

 

Un'estesa famiglia indiana, composta di genitori affiatati e inflessibili,  zie strambe e cugini inetti, ha i suoi opposti nelle sorelle Uma e Aruna. La prima, più anziana, oppressa dal devoto stuolo di parenti, goffa e forse ritardata, vittima di ben due frodi matrimoniali,  ancora non riesce a lasciare il nido e guarda con disappunto la minore che va costruendo una famiglia perfetta. La scena si sposta in Massachusetts: il loro fratello, Arun, osserva, pieno di nostalgia, la sconcertante vita della famiglia Patton in cui gli uomini si abbuffano di carne e le donne sono tutte anoressiche. A confronto due diversi mondi: il cuore compatto e soffocante di una famiglia indiana e la gelida, indifferente libertà di un nucleo familiare americano.  Sotto la superficie che riflette immagini opposte emergono lo stesso malessere, la stessa problematica convivenza con le convenzioni sociali inculcate dalle famiglie - tradizione e buon nome in India, riuscita sociale e materiale in America.

Questo  è il terzo romanzo sul confronto tra India e mondo occidentale che leggo quest'anno, dopo l'ottimo Omonimo di Jhumpa Lahiri e il traballante, ma famoso, Sette mari, tredici fiumi di Monica Ali. Sono contenta di poter sostenere che li superi entrambi. Qui si va oltre la solita storia di immigrazione. Il nucleo centrale, ovvero l'illustrare i rapporti interni in due famiglie borghesi tramite il cibo, è originale, ben sviluppato  e mai esasperato. Il racconto, specie nella parte indiana, è molto affascinante, nonostante i toni spesso cupi. Uma è una protagonista per cui è impossibile non provare tenerezza e una sorta di affetto; Arun svolge egregiamente il suo ruolo di osservatore.

Mi è venuta voglia di procurarmi il quarto romanzo attualmente in giro su questi temi, Un Bypass al cuore di Calcutta di Alka Saraogi.

 

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recensito da ameliepoulin | 22:03 | commenti (3).

venerdì, 14 maggio 2004

 

Gian Mario Villalta - Tuo figlio

(Mondadori, 265 pp)

 

La vita di Riccardo è segnata dal momento in cui la madre ha deciso di dedicarsi unicamente alla lotta armata, dandosi alla clandestinità. Il ragazzino vive con Adamo, un ex partigiano poco affettuoso, sua moglie Maria e la figlia, la coetanea Ornella. Le ferite per l'abbandono non smetteranno mai di tormentarlo e lo porteranno, una decina d'anni dopo, ad allontanarsi da quella famiglia diventando un adulto solitario e schivo. Sarà il rapporto con il figlio adolescente di Ornella, affidatogli in seguito alla morte di lei, a costringere Riccardo ad affrontare finalmente se stesso e il proprio passato.

Molto efficace è l'intreccio della vicenda, narrata alternativamente in brevi capitoli col punto di vista dei vari personaggi, in una continua serie di salti temporali dall'adolescenza di Riccardo, negli Anni di Piombo, a quella di Sebastiano, che si svolge ai giorni nostri. Bellissimi l'instaurarsi del rapporto tra i due, le domande reciproche che non trovano risposta, i dubbi, i malintesi, i buchi che ognuno dei due si porta dentro. Eppure il tono della scrittura non è ne' triste, ne' drammatico come la trama potrebbe lasciar supporre. Forse la psicologia dei personaggi è molto più sviluppata della vicenda, ma in questo caso ciò è perfettamente funzionale.

Non so chi sia Villalta, ma consiglio di tenerlo d'occhio. Penso che questo sia il più bel romanzo italiano letto da gennaio a questa parte.

********1\2*

recensito da ameliepoulin | 01:43 | commenti (3).

giovedì, 13 maggio 2004

 

Bianca Pitzorno, Storia delle mie storie

(Pratiche, pp 224)

 

Qual è il ruolo dello scrittore per ragazzi? Quali obiettivi dovrebbe prefiggersi? In che misura il mercato può influenzare la sua opera? Dove sta il confine fra letteratura per ragazzi e letteratura tout court? Queste e molte altre sono le domande che si pone Bianca Pitzorno. "Storia delle mie storie" è un po' autobiografia, un po' saggio letterario, un po' racconto, un po' manuale di scrittura. E' un libro che si interroga sulla lettura e sul mondo dei più giovani, sul bisogno di raccontare storie e sul gusto del pubblico, sull'etica di un mestiere.

Credo che Bianca Pitzorno, per moltissime bambine e adolescenti, sia stata - visto che scrive da più di 25 anni - o sia un vero e proprio mito. Le sue storie possono essere scanzonate, vivaci, intricate, emozionanti o riflessive, a seconda dell'età della lettrice o del genere prescelto, ma sempre curatissime. Le protagoniste hanno segnato una vera e propria innovazione, così diverse dai due filoni delle brave bimbe delle tiritere moraliste o dalle eroine lacrimose che le hanno precedute. Sono figure indipendenti, sognatrici, avventurose, brillanti, spesso con un senso dell'amicizia molto sviluppato, portatrici di quei valori che, di solito, nella letteratura per ragazzi, venivano associati solamente ai maschi. Figure senza tempo, perché slegate da mode giovanili o gerghi particolari, destinate a rimanere impresse nella memoria, per la loro unicità e i nomi stravaganti che portano (Lavinia, Prisca, Polissena, Aglaia, Lalage, Melisenda, Myrtale, Mo.....).

Questo è il suo primo libro per adulti, una fonte essenziale e interessantissima di spunti di riflessione e aneddoti autobiografici. Non c'è una sola pagina noiosa o pedante. Speriamo che editori e autori ne facciano buon uso, così forse l'editoria per ragazzi finalmente si spantanerà dalle tante collane modaiole o dagli Harry Potter e Geronimo Stilton di turno.

 

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recensito da ameliepoulin | 13:41 | commenti (2).

sabato, 08 maggio 2004

 

AMELIE NOTHOMB - DIZIONARIO DEI NOMI PROPRI

(Voland, pp 148)

Se il nome di una persona ne influenza il destino, allora quello della piccola Plectrude non potrà che essere straordinario. Nata in prigione da un'uxoricida, allevata dopo il suicidio materno da una zia che la preferisce alle sue stesse figlie, sembra destinata a un futuro prodigioso. E' misteriosa ed enigmatica come una dea, bella come una principessa delle fiabe, sicura come una creatura di intelligenza superiore. Inizia la sua vita a passo di danza, inconsapevolmente avvolta dall'ombra del suo passato tragico e violento. Armata di una volontà di ferro, diventa una promettente ballerina. Poi, la caduta.

Qualcosa, nei meccanismi narrativi della Nothomb, si deve essere inceppato. E' l'unica spiegazione che possa giustificare la scarsa qualità di quest'ultima opera rispetto alle precendenti. Le situazioni, di solito grottesche e sopra le righe, qui scivolano nell'illogico. A parte lo straziante rapporto matrigna-figliastra, i personaggi sono tratteggiati con molta meno cura dei loro predecessori. La parte finale rivela un gioco di narcisismi dell'autrice che si potevano anche evitare. Intendiamoci: la scrittura rimane perfetta, incalzante, inconfondibile, ma da lei ci si aspetterebbe molto di più.

Compratelo solo se siete suoi fans, e avete già collezionato tutti gli altri volumi. Sennò, buttatevi su "Cosmetica del nemico" o "Le catinarie".

 

******1\2***

recensito da ameliepoulin | 20:11 | commenti (2).
 

Ho dei problemi tecnici di gestione in questo blog.

Non riesco a eliminare i post, e spesso neanche a visualizzarli. Mi scuso per eventuali complicazioni.

recensito da ameliepoulin | 20:08 | commenti .




Descrizione blog

" Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra, e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi." C. Pavese

Perchè questo blog.

* Per non dimenticare le parole che mi hanno tenuto compagnia per qualche tempo
* Per fornire suggerimenti e spunti di discussione
* Perché leggere mi piace così tanto che non smetterei mai di parlarne
* Per aiutare tutti quelli che di solito finivano sul mio sito tramite google in cerca di riassunti e recensioni di opere che mi limitavo a citare

Nota: Da un anno a questa parte sono sensibilissima alle recensioni: ho la tendenza a correre in biblioteca a prendere in prestito la stragrande maggioranza dei libri di cui sento parlare sui giornali o da amici. Ecco perché la maggior parte di quelli che commenterò qui saranno opere nuove, spesso poco conosciute e talvolta dal valore discutibile.

Che faccio qui?

Ho deciso di mettere on line una breve recensione o commento per ogni libro che finisco di leggere.

Questo blog è una costola di:

IL VALZER DI AMELIE
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