
Bianca Pitzorno, Storia delle mie storie
(Pratiche, pp 224)
Qual è il ruolo dello scrittore per ragazzi? Quali obiettivi dovrebbe prefiggersi? In che misura il mercato può influenzare la sua opera? Dove sta il confine fra letteratura per ragazzi e letteratura tout court? Queste e molte altre sono le domande che si pone Bianca Pitzorno. "Storia delle mie storie" è un po' autobiografia, un po' saggio letterario, un po' racconto, un po' manuale di scrittura. E' un libro che si interroga sulla lettura e sul mondo dei più giovani, sul bisogno di raccontare storie e sul gusto del pubblico, sull'etica di un mestiere.
Credo che Bianca Pitzorno, per moltissime bambine e adolescenti, sia stata - visto che scrive da più di 25 anni - o sia un vero e proprio mito. Le sue storie possono essere scanzonate, vivaci, intricate, emozionanti o riflessive, a seconda dell'età della lettrice o del genere prescelto, ma sempre curatissime. Le protagoniste hanno segnato una vera e propria innovazione, così diverse dai due filoni delle brave bimbe delle tiritere moraliste o dalle eroine lacrimose che le hanno precedute. Sono figure indipendenti, sognatrici, avventurose, brillanti, spesso con un senso dell'amicizia molto sviluppato, portatrici di quei valori che, di solito, nella letteratura per ragazzi, venivano associati solamente ai maschi. Figure senza tempo, perché slegate da mode giovanili o gerghi particolari, destinate a rimanere impresse nella memoria, per la loro unicità e i nomi stravaganti che portano (Lavinia, Prisca, Polissena, Aglaia, Lalage, Melisenda, Myrtale, Mo.....).
Questo è il suo primo libro per adulti, una fonte essenziale e interessantissima di spunti di riflessione e aneddoti autobiografici. Non c'è una sola pagina noiosa o pedante. Speriamo che editori e autori ne facciano buon uso, così forse l'editoria per ragazzi finalmente si spantanerà dalle tante collane modaiole o dagli Harry Potter e Geronimo Stilton di turno.
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