mercoledì, 09 marzo 2005

AMELIE NOTHOMB - ANTICHRISTA
(Voland, pp 117)
Blance a diciassette anni già frequenta l'università. E una ragazza prodigio, ma timida e asociale. Un giorno rimane folgorata da Christa, una sua coetanea bella e interessante, divenendo disposta a tutto pur di guadagnarne l'amicizia. Più che di amicizia, si tratterà fin da subito d'un rapporto vittima-carnefice, che porterà Blance a essere rifiutata dalla sua famiglia e da chiunque altro a vantaggio dell'amica. La perfezione di Christa nasconde però un lato oscuro, e sarà scoprendone le radici che Blance potrà recuperare il posto che le spetta. Ma siamo proprio sicuri che abbia vinto?
Un anno fa ho inaugurato questo blog con una recensione del "Le Catilinare": mi sembra giusto offrire un altro omaggio alla Nothomb a distanza di dodici mesi, tanto più che questo romanzo è quasi ai livelli di quello."Antichrista" è un capolavoro del grottesco, in cui con la consueta scrittura sulfurea la Nothomb mette a nudo gli eccessi sado-masochistici a cui può giungere un rapporto tra adolescenti. Si ride tantissimo, ma è un riso amaro da tenere soffocato in gola, soprattutto nelle parti in cui i genitori-caricatura di Blance adottano Christa come figlia loro. Perfettamente equilibrato è il ribaltarsi delle carte in tavola, che porta la vicenda su un tono sempre più parodistico, per poi innalzarsi in un finale denso di simbologie bibliche.
Di più non posso dire, perché come in molti romanzi simili è impossibile fare commenti senza rovinare qualche sorpresa al lettore. Va comunque benissimo per cominciare una profucua carriera come lettori di Amelie Nothomb. Basta poi inserire nel curriculum anche "Mercurio", le "Catilinarie" che ho citato più sopra, "Cosmetica del nemico" e "Libri da ardere".
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