sabato, 12 marzo 2005

ANDREA VITALI, UN AMORE DI ZITELLA
(Garzanti, pp 116)
Bellano, Anni '60. Iole, dattilografa presso il Comune, è la zitella per eccellenza del paese. La sua vita è triste come le tazze di caffellatte con cui cena da sola e le sue uniche distrazioni sono le chiacchierate con una collega sulla prostata del segretario coumunale o i mille pettegolezzi che girano di casa in casa. Ma persino la timida e sciapa Iole nasconde un segreto. Un segreto di nome Dante.
No, no e no. Caro Dottor Vitali, "Una finestra vistalago" era un capolavoro. "La signorina Tecla Manzi" aveva una dignità. Ma questo raccontino del '96, scialbo come la protagonista, è stato palesemente ripubblicato in fretta e furia per mere esigenze editoriali. Potevi almeno sistemarlo un po': la seconda parte, dall'entrata in scena del fantomatico Dante in poi, fa acqua da tutte le parti. Intendiamoci, le caratteristiche fondamentali della tua scrittura ci sono tutte: le stradine di Bellano, le beghe quotidiane, i personaggi di contorno, la scorrevolezza fluida di ogni pagina. Solo che di solito questi elementi erano funzionali a una narrazione. Non possono diventare la narrazione stessa!
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